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- 28 Nov, 2025
STAR K… La star de Skema

Anatomia di un SPC tecnologico, tra rovere, pietra e marmo leggero

Laminato Skema

In casa Skema, c’è una famiglia di materiali che, più che una collezione, assomiglia al banco di lavoro di un artigiano molto esigente: legni, pietre, cementi e marmi, tutti magistralmente orchestrati dentro un linguaggio tecnologico coerente e un’estetica senza compromessi.

La Linea STAR K di SKEMA nasce così: pavimenti in SPC che si distinguono per l’impiego di pannelli minerali riciclabili, certificati per la salubrità dell’aria, marcatura CE e dichiarazioni di prestazione che mettono nero su bianco reazione al fuoco Bfl-s1 o B-s2,d0, resistenza allo scivolamento DS e parametri di conduttività termica adatti al riscaldamento a pavimento.

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Star K – tecnologico in grande formato

Star K è il rovere che ha studiato ingegneria dei materiali. È un pavimento vinilico eterogeneo in tecnologia SPC, con doga 1829 × 218 × 6 mm, estrusa “tutto d’un pezzo” e caricata con minerali CaCO₃: il cuore minerale lo rende semirigido, stabile, controllato anche sotto sbalzi di temperatura, mentre il materassino preaccoppiato doma il rumore di fondo.

La Dichiarazione di prestazione (DOP) dichiara reazione al fuoco Bfl-s1, resistenza allo scivolamento DS e una conduttività termica di λ = 0,15 W/mK con R ≈ 0,04 m²K/W: numeri che spiegano perché Star K lavori così bene in abbinamento al riscaldamento radiante e in contesti pubblici esigenti.

In superficie, invece, il “discorso” è tutto di rovere: Edimburgo, Tarragona, Malta, Cortina, Roma… un lessico di venature, nodi, chiaroscuri. Nei decori Anversa e Bilbao, le stonalizzazioni importanti e l’effetto leggermente anticato ricordano il lavoro di un mastro pipaio che cerca nella radica la fiammatura imperfetta, quella che darà carattere all’oggetto.

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Star KR – il rovere al tatto

Se Star K racconta il rovere in “pianta”, Star KR lo fa in macro. Qui entra in gioco la tecnologia a registro con sincroporo tridimensionale: la superficie segue millimetricamente le venature del decoro, così che l’occhio e il tatto percepiscono lo stesso disegno. L’effetto è amplificato dalla finitura ultra matt e da cromatismi molto calibrati, con un risultato sorprendentemente vicino al legno spazzolato.

Dal punto di vista delle certificazioni, la DOP conferma la stessa impostazione prestazionale di Star K. Lo spessore ridotto lo rende Ideale per le ristrutturazioni, anche su pavimenti esistenti. I decori in diversi tipi di Rovere, Quercia Francese e Teak ricordano i lavori di un liutaio, striatura dopo striatura.

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Star KC – il sughero dentro

Con Star KC è il sottofondo a rubare la scena. La doga SPC (1500 × 228 × 6 mm) integra un materassino in sughero naturale preaccoppiato: uno strato vivo, elastico, che aggiunge isolamento acustico e comfort termico, ma soprattutto quella sensazione di calore al passo che di solito associamo al legno massello.

La DOP RA-014 registra la stessa grammatica di sicurezza degli altri pavimenti della serie: reazione al fuoco Bfl-s1, scivolosità DS, secondo EN 14041. Non solo pittogrammi e cifre: è ciò che l’utente percepisce come “affidabilità” in un ambiente residenziale o contract.

Star KS – la spina di pesce che non teme l’acqua

Star KS porta la spina di pesce francese in territori dove il parquet tradizionale entra malvolentieri: hall di hotel, spazi pubblici molto trafficati. Il formato 1498 × 300 × 6 mm, il micro-bisello sui quattro lati e la tecnologia end-less del disegno permettono un pattern continuo, con doghe che si inseguono senza stacchi visivi, semplificando al tempo stesso la posa.

La DOP ribadisce: Bfl-s1 al fuoco, E1 per le emissioni, DS per la resistenza allo scivolamento, λ = 0,15 W/mK. Dati che rendono credibile l’uso in spazi pubblici dove l’eleganza della spina deve convivere con normative antincendio e requisiti di sicurezza pedonale.

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Star KD & Star KW – le dimensioni della materia

Con Star KD il linguaggio cambia: qui il mastro pipaio lascia spazio allo scultore che lavora su pietra, cemento, resina e metallo. Le tiles 914 × 457 × 6 mm riprendono finiture materiche — Bruges, Cardiff, Cemento, Liegi, Resina, Barry, Newport, Corten — pensate per ambienti ispirati all’industrial design, ma con il sottotesto caldo e continuo dell’SPC. La DOP estende a KD la stessa piattaforma prestazionale di Star K: Bfl-s1, E1, DS, λ = 0,15 W/mK, R ≈ 0,04 m²K/W.

Star KW è la versione per parete dello stesso lessico materico: lastre 1210 × 457 × 4 mm, incastro I4F™ push-down, posa incollata veloce anche su rivestimenti esistenti. Sul fronte certificazioni, la DOP lo inquadra come rivestimento resiliente conforme a EN 14041, con reazione al fuoco in classe Bfl-s1, scivolosità DS e λ 0,15 W/mK; i dossier per impiego a parete riportano classi fino a B-s2,d0 secondo EN 13501.

È il rivestimento verticale per bagni, docce, pareti di fondale in cui acqua e vapore sono protagonisti: si sovrappone alle vecchie piastrelle, cancella le fughe e si coordina con il pavimento Star KD per un vero total look.

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Star KW Maxi – il marmo “leggero”

Con Star KW Maxi il racconto arriva al marmo e alla graniglia, ma in versione alleggerita. Le lastre 950 × 2800 × 4 mm sono pensate per rivestire a tutta altezza bagni, docce, hall e aree di rappresentanza: pannello SPC composito, peso contenuto, incastro I4F™ push-down sui lati lunghi, posa rapida anche su pareti già piastrellate.

I decori Marmo Carrara, Marmo Orobico, Graniglia Tundra, Graniglia Cotton, Graniglia Cloud, Graniglia Cashmere, Marmo Calacatta combinano la verticalità delle grandi lastre con una finitura stone molto realistica. Le schede tecniche confermano reazione al fuoco B-s2,d0, emissione E1, superficie totalmente resistente all’acqua, strato di usura da 0,30 mm: un marmo “cucito” su misura per l’interior contemporaneo, che tiene insieme scenografia e manutenzione quotidiana.

Una cassetta degli attrezzi per progettisti

Vista nel suo insieme, la Serie  STAR K è una cassetta degli attrezzi coerente: una base tecnologica comune che regge varianti specifiche, matericità, spina francese, grandi lastre, senza rompere la coerenza di sistema. Un vocabolario estetico che va dal rovere autorevole al marmo scenografico, dal cemento rarefatto alla resina industriale. Per progettisti e architetti significa poter trattare ogni elemento non come semplice rivestimento, ma come componente di progetto: con dietro una documentazione tecnica precisa, davanti una materia che continua a parlare la lingua delle venature, delle granulometrie, delle superfici pensate con la stessa attenzione di un abito d’alta sartoria.

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