Formalizzata l’adesione all’iniziativa delle Nazioni Unite e al network italiano: un passaggio che consolida le politiche ESG e impone accountability internazionale
Sostenere UN Global Compact è una scelta ben precisa: quella di vincolare la propria gestione a dieci principi universali riguardanti diritti umani, lavoro, ambiente, anticorruzione e di rendicontarne pubblicamente i progressi ogni anno. Skema ha recentemente formalizzato l’adesione a UN Global Compact Network Italia, l’articolazione territoriale dell’iniziativa ONU che coordina il dialogo tra imprese, istituzioni e società civile nel nostro Paese.

Un impegno che obbliga
L’iniziativa, fondata nel 2000, conta oggi oltre ventimila imprese in più di centosessanta paesi. Il meccanismo è semplice nella forma, esigente nella sostanza: chi aderisce si impegna ad allineare strategie e operazioni ai dieci principi e a dichiarare annualmente i progressi compiuti attraverso una Communication on Progress. Non è una certificazione. Non rilascia etichette. Produce accountability: la disponibilità a essere misurati, confrontati, verificati da interlocutori esterni.
Il Network italiano aggiunge una dimensione operativa. Non è un’associazione di categoria: è uno spazio di confronto tra soggetti eterogenei, orientato alla produzione di conoscenza applicata e all’attivazione di partnership legate agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030. Per una PMI con vocazione internazionale, l’accesso a questo ecosistema ha un valore concreto: anticipa tendenze regolative, apre relazioni istituzionali, consente di confrontare le proprie pratiche con realtà che operano in settori e geografie diverse.
Il percorso che precede l’annuncio
L’adesione non nasce in modo estemporaneo. Skema ha pubblicato il suo primo Bilancio Rapporto di Sostenibilità, sul finire del 2025, redatto secondo il Voluntary Sustainability Reporting Standard for SMEs (VSME), lo standard europeo promosso da EFRAG per le piccole e medie imprese. Il documento formalizza un percorso ESG già avviato: certificazioni ambientali ISO 14001 e di qualità ISO 9001, certificazioni di prodotto FSC e PEFC sulla filiera legnosa legno, adesione ai Criteri Ambientali Minimi per il mercato pubblico, impianto fotovoltaico attivo dal 2018.
Il bilancio non è il punto di arrivo. È lo strumento che rende visibile e confrontabile quello che l’azienda fa. Il Global Compact delle Nazioni Unite è il contesto internazionale in cui quella visibilità diventa impegno vincolante.
Perché conta per chi progetta
Per chi progetta spazi, architetti, interior designer, contractor, la sostenibilità di un fornitore non è una variabile accessoria. Incide sulla documentazione dell’opera, sulla compliance in appalto pubblico, sulla qualità certificabile dell’ambiente costruito.
In questo senso, l’adesione al Global Compact ha implicazioni che vanno oltre la governance interna. Rafforza la leggibilità dell’offerta verso interlocutori, pubblici e privati, che richiedono sempre più spesso documentazione verificabile su filiera, emissioni e condizioni di lavoro lungo la catena di fornitura. Un contesto normativo, dal CSRD europeo alle direttive sulla due diligence, che sta rapidamente spostando questi requisiti da opzionali a strutturali.
“Non si tratta di introdurre nuovi principi, ma di rafforzare la capacità di integrarli in modo sistemico nelle nostre strategie-” – sono le parole di Sonia Venaruzzo, Chief Strategy Officer, Skema – “Entrare in una rete internazionale significa accettare la sfida della trasparenza e del confronto continuo: elementi indispensabili per trasformare gli obiettivi di sostenibilità in risultati misurabili”.
Un perimetro, non un traguardo
I materiali per il costruito non sono semplici oggetti di consumo. Durano decenni, abitano gli spazi, condizionano la qualità dell’aria e il comfort acustico degli ambienti. La loro impronta ambientale non si chiude alla consegna: si estende nel tempo, attraverso l’uso e fino al fine vita. Per un’azienda che opera in questo settore, la sostenibilità non è una scelta di posizionamento. È una responsabilità tecnica, documentabile, imputabile.
l valore di un framework come il Global Compact non si misura solo dentro l’azienda che lo adotta. Ogni impresa che porta la rendicontazione ESG a un livello di rigore e confrontabilità internazionale contribuisce, di fatto, ad alzare l’asticella del settore, rendendo più leggibile, per progettisti, committenti e investitori, la differenza tra chi ha costruito un sistema e chi ha fatto una dichiarazione. Per Skema, che opera in una filiera globale del legno ancora in fase di maturazione su questi temi, questo è forse il risultato meno visibile dell’adesione. E probabilmente il più duraturo.